Carnevale di Montescaglioso "I Cucibocca e Il Carnevalone" - Informazioni

CARNEVALE DI MONTESCAGLIOSO "I CUCIBOCCA E IL CARNEVALONE" 

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Il particolarissimo Carnevale di Montescaglioso comincia con la sera che precede l’Epifania, dove la città è teatro di un vero e proprio rito: la “Notte dei Cucibocca”. La cerimonia si basa sul travestimento di alcune figure, “l cos’ vucc” (Cucibocca), alle ore 18.30 presso le cantine del centro storico. Irriconoscibili grazie ad un paio di occhiali ricavati dalle bucce d’arancia e da una folta barba bianca (che ricorda, molto da vicino, il dio del silenzio egizio Arpocrate, raffigurato in un affresco nella Biblioteca abbaziale, il quale ha l’indice sulle labbra a indicare il silenzio), dal cappellaccio di paglia oppure da un disco di canapa che si usa abitualmente nei tanti frantoi presenti nel territorio, e dagli abiti di colore scuro, (vecchi cappotti o mantelli), le arcane figure, dalle 19.30 alle 22.00, si aggirano per le strade della parte vecchia di Montescaglioso, muovendo dall’Abbazia di San Michele Arcangelo, attraversando i vicoli del centro storico e trascinando una catena spezzata che produce un sordo rumore sul selciato. In mano, come da tradizione, reggono un canestro ed una lucerna, oltre ad un lungo ago con il quale “minacciano” i più piccoli di cucire loro la bocca (di qui il nome di Cucibocca), spaventandoli e lasciando così via libera alla Befana che il giorno dopo, 6 gennaio, potrà recare i doni. Il Cucibocca è una tradizione unica in tutto il Meridione: misteriose figure vestite di scuro si aggirano nella notte in cerca di silenzio, bussano alle porte e chiedono offerte in natura con in mano un canestro, una lucerna ed un lungo ago, per poi scomparire nel buio con l’avanzare della notte. Il “cucire la bocca” segna la fine delle libagioni natalizie. L’avvicinarsi della Quaresima, nella tradizione cristiana, induce al digiuno ed alla astinenza dalla carne. Ma i Cucibocca sono anche associati alle anime dei defunti. Si crede infatti che essi tornino tra i vivi dal Purgatorio e si dirigano verso le case dove hanno vissuto.

Il martedì grasso invece viene festeggiato il vero e proprio “Carnevalone”. Nella cultura popolare le tradizioni di Carnevale sono sempre collegate ai riti della fertilità, al risveglio della terra e della natura e all’avvio del nuovo ciclo stagionale agricolo. Il nuovo deve scacciare il vecchio e propiziare la buona annata e la ricchezza delle messi. Una sfilata di maschere di origini antiche legata a riti popolari prende vita sin dalle prime luci dell’alba e accompagnata dal suono cupo dei campanacci, percorre le vie cittadine. A cavallo del suo asino viaggia Il Carnevalone, un uomo anziano e panciuto, circondato da Sgherri che si aggirano tra la gente chiedendo un obolo per il loro capo. I cattivi pagatori vengono ammoniti e segnati nel libro nero. Precede l’arrivo di Carnevalone, l’inquietante Parca che fa roteare il Fuso di legno attaccato ad una lunga corda davanti ai piedi degli ignari passanti, il filo rappresenta il destino e guai a farsi toccare dal fuso: la morte incombe. Chi se ne fa beffa saltandolo è il Pulcinella. Del corteo fa parte Quaremma con in braccio il piccolo Carnevalicchio, che presagendo la vicina morte del marito Carnevalone, tra grida e lamenti chiede che non venga negato il pane alla sua creatura. Tutta la sfilata è un’allegoria delle lotte di classe e dell’inversione dei ruoli, il povero diventa ricco per un giorno e attraverso la follia della festa piano piano tenta la sua rivalsa sociale, prendendosi gioco di tutti i simboli della ricchezza: le tasse, gli eserciti, il destriero, il signore del paese. Il Carnevalone di Montescaglioso ha origine nel mondo contadino e i costumi sono realizzati ogni anno con pelli di animali, tela di canapa, di juta ma anche con la plastica dei sacchi per le sementi del grano, carta, cartoni e stoffe di vecchi vestiti o striscioline di carta o fogli di giornale. La sfilata termina con il processo a Carnevalone e la sua messa a morte ovvero il funerale rituale che a Montescaglioso trova il momento finale nel rogo di Carnevalone, capro espiatorio di tutti i mali della società e del vecchio anno che ci si lascia alle spalle.

La Manifestazione "I Cucibocca " si svolge la sera che precede l'Epifania mentre il Carnevale si svolge  il martedì grasso. 

A causa dell'emergenza Covid 19, le manifestazioni si svolgeranno a partire da Gennaio 2022.

 

SCOPRIRE MONTESCAGLIOSO 

Montescaglioso, dal 2012 nominato “Gioiello d’Italia”, ricade nell’area archeologica storica e naturale del Parco delle Chiese rupestri del Materano, dal 1993 Patrimonio dell’Umanità insieme ai Sassi di Matera. L’importanza di questo comune della provincia materana ruota attorno all’Abbazia benedettina di San Michele Arcangelo (1079), il più considerevole dei quattro complessi monastici che hanno fatto guadagnare a Montescaglioso anche la definizione di “Città dei Monasteri”. “Mons Cabeosus” infatti, così chiamato per la ricchezza di caverne, in principio roccaforte bizantina, poi dominata da varie famiglie feudali, è fiorito intorno all’Abbazia benedettina di San Michele Arcangelo (1079), ricca di bellissimi affreschi. La dominazione Normanna, con Roberto – nipote del più celebre Guiscardo, capostipite degli Altavilla – porterà poi ad un importante sviluppo urbano e a un notevole incremento demografico. Nel frattempo, oltre all’Abbazia benedettina di San Michele Arcangelo (1079), si insediano anche altri monasteri. Cultura e natura si fondono in questo punto del territorio lucano, dando al visitatore la possibilità di visitare ipogei di straordinaria bellezza. È possibile visitare il Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano, l’area Boschiva di Difesa San Biagio o il Centro Visite Pianelle. Il Parco è costituito da oltre 150 chiese rupestri. L’area boschiva di difesa San Biagio, che si estende tra il Fiume Bradano e il Torrente Fiumicello comprende profondi valloni nel tempo scavati dagli agenti atmosferici per la conformazione argillosa del territorio, mentre il Centro Visite Pianelle comprende un’aula didattica, una piccola biblioteca e una serie di attrezzature a supporto delle attività che possono essere svolte in diversi momenti della giornata, coordinate su richiesta. Ovviamente una visita dettagliata merita l'abbazia che oltre ai due chiostri ha notevoli spazi di pregio che meritano una visita accurata.