Carnevale di Lavello "Il Domino e i festini" - Informazioni

 CARNEVALE DI LAVELLO "IL DOMINO E I FESTINI"

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Il Carnevale di Lavello è uno spaccato di cultura, folklore e tradizioni a cui partecipa non solo la comunità lavellese, ma anche i vicini comuni lucani. Dal 17 Gennaio in poi ogni sabato sera si organizzano i cosiddetti Festini, vere e proprie feste di ballo, situate in vari punti del paese, a cui partecipano famiglie con bambini, giovani coppie, amici di ogni età. Nel corso della serata, gruppi mascherati, a turno, giungono alle diverse feste del paese, invitando i partecipanti a ballare insieme. Gli ospiti sono accolti con grande entusiasmo: a loro vengono donati piatti tipici del Carnevale e in loro onore si aprono le danze. Dopo alcuni balli le maschere si congedano e si dirigono in un altro luogo di festa, sparso per il paese. La maschera principale del Carnevale lavellese è il cosiddetto Domino vestito con una lunga tunica in raso, generalmente di colore rosso, ornata da un cappuccio che nasconde il viso e da un cordone che cinge il saio. Ogni mascherato inoltre porta con sé un sacchettino, intonato con il colore del domino, dove conserva caramelle e cioccolatini da donare a chi accetta l’invito di ballare insieme nelle varie feste. Il colore del domino variava in base al ceto sociale di chi lo indossava e così poteva essere rosso o nero, successivamente anche blu. Secondo alcune fonti il costume carnevalesco lavellese riprende le forme degli abiti indossati dai “Papalosce”, la confraternita della Buona Morte che accompagnavano i defunti in processione. La domenica successiva al martedì grasso viene proposta la Sfilata dei Domini che attraversano le vie cittadine, fino all’arrivo della piazza principale. Qui viene messo in scena il processo e il rogo a Carnevale e nell’occasione vengono dati riconoscimenti all’impegno di chi ha voluto partecipare a tutto il periodo carnascialesco, e si chiude con una grande festa.

La manifestazione si svolge ogni anno tutti i sabati sera a partire dal 17 Gennaio.

 

A causa dell'emergenza Covid 19, le manifestazioni si svolgeranno a partire da Gennaio 2022.

 

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Lavello è una cittadina lucana situata al confine con la Puglia. Le prime notizie sul territorio lavellese risalgono all’età neolitica. Nell’epoca dauna, la comunità di Forentum sorvegliava importanti vie di comunicazione sia fluviali che stradali. Labellum significa abbeveratoio e richiama le numerose fontane tuttora presenti intorno Lavello, lungo le principali vie di accesso alla città. Con l’avvento dei Normanni, all’inizio dell’anno mille, fu costruito il primo nucleo della Domus Feudalis, attuale Palazzo di Città. Successivamente, Federico II ampliò la Domus e destinò il territorio lavellese a zona di caccia, l’attuale Caccia Reale verso Gaudiano. La città di Lavello, il 21 maggio del 1254, accolse le spoglie dell’imperatore Corrado IV, figlio di Federico II di Svevia, morto presumibilmente di febbre malarica mentre si trovava accampato in prossimità della cittadina. La Torre Ardente, simbolo di Lavello, richiama un episodio leggendario secondo cui i giovani lavellesi si opposero alla conquista degli Angioini e si rinchiusero in una torre, non riuscendo ad espugnarla i nemici le diedero fuoco, ancora oggi è il simbolo della nostra città. È possibile visitare a Lavello il centro storico denominato “Pescarello”, la chiesa madre dedicata a San Mauro, il Museo civico Antiquarium dove troviamo i reperti archeologici dell’antica città, il Castello, ora sede del municipio ed il Museo della civiltà contadina. A pochi km dal centro abitato c’è l cosiddetta Casa del diavolo, ovvero una villa romana di epoca imperiale che a seconda di come viene illuminata dai raggi del sole assume l’immagine di un volto spettrale. Lavello ha dato i natali a molti personaggi: Angelo Tartaglia, figlio naturale del Principe di Taranto e signore di Lavello, Raimondo del Balzo Orsini. Tartaglia fu anche Conte dell’attuale città di Tuscania, con cui Lavello è gemellata. In età contemporanea sono degni di menzione Giovanni Montano, scopritore del favismo e sindaco di Lavello, nonché gli storici locali Giuseppe Solimene, Don Pasquale Di Stasi e Luigi Lomio, Nicola Cilenti autore tra l’altro di numerose poesie in dialetto lavellese ed il giornalista di fama nazionale Alberto Jacoviello.