Carnevale di Aliano "Le Maschere Cornute"- Informazioni

CARNEVALE DI ALIANO "LE MASCHERE CORNUTE"

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Il Carnevale di Aliano si articola in due giorni, la Domenica e il Martedì Grasso. Ogni anno, il giorno del Martedì Grasso, singolari figure si aggirano per le stradine di Aliano, sono le Maschere “cornute”. Carlo Levi le ricorda anche nel suo “Cristo si è fermato ad Eboli”.  Le maschere cornute costruite con le sapienti mani degli artigiani, i coloratissimi cappelli che cercano di smorzare le maschere che a volte appaiono minacciose sfilano per le strade del paese accompagnate dalla musica delle fisarmoniche e della cupa cupa. Esse rievocano creature demoniache e goffe il cui carattere minaccioso è mitigato dai coloratissimi “cappelloni” che decorano il capo dei figuranti. Forgiate da argilla e cartapesta con il sapiente lavoro degli artigiani del posto, le maschere sono dipinte e dalla parte frontale spuntano corna assai pronunciate ed enormi nasi pendenti. In cima ai cappelloni è ricavato un foro decorato con una penna mentre, tutt’intorno, filamenti in carta colorata scendono a mo’ di riccioli.

La Manifestazione si svolge l'ultima domenica di Carnevale ed il martedì grasso. 

A causa dell'emergenza Covid 19, le manifestazioni si svolgeranno a partire da Gennaio 2022.

 

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Aliano è il paese dei Calanchi e del confino di Carlo Levi, immerso in un paesaggio suggestivo e lunare, anche per questo rientra tra “I borghi autentici d’Italia”. Qui ancora è in piedi la casa in cui Carlo Levi trascorse il suo esilio e che, insieme alla Pinacoteca, al Museo della civiltà contadine e al presepe artistico del maestro Francesco Artese, rientra nel Parco Letterario che ha preso il suo nome. E qui Carlo Levi ha tratto ispirazione per il suo capolavoro “Cristo si è fermato ad Eboli”. Di particolari suggestioni sono i vicoli, le piazzette, le abitazioni che caratterizzano Aliano, come la cosiddetta Casa del Malocchio, con sembianze dal volto umano, secondo la credenza popolare con la funzione di mantenere lontani gli influssi negativi.

Il passato di Aliano è legato ad un suo illustre “ospite”, il medico e pittore torinese Carlo Levi. Importante centro di scambi tra le civiltà greca, etrusca ed enotria, come risulta dalla scoperta di una necropoli (VII-VI sec. a.C.), i cui reperti oggi sono custoditi nel Museo della Siritide di Policoro, Aliano probabilmente esisteva già ai tempi di Pirro (280 a.C), ma le prime fonti che ne parlano ufficialmente risalgono al 1060. La storia più recente di Aliano, però è legata a Carlo Levi. Dopo una prima tappa a Grassano, questi trascorre in questo splendido borgo parte del suo esilio in Basilicata, cui viene condannato negli anni 1935-36, a causa della sua attività antifascista. Ed è qui, dopo aver conosciuti la gente, le condizioni precarie in cui vivevano, i loro tenore di vita, che l’artista piemontese ambienta il libro Cristo si è fermato ad Eboli (1945). Nel paese sono ancora intatti tutti i luoghi descritti nel romanzo e nei vicoli sono impresse alcune frasi simbolo del libro, di quegli anni, di quel legame indissolubile con la popolazione di Gagliano, come Levi chiama il paese, imitando la pronuncia del dialetto locale, è ancora palpabile l’intensità. Questa sensazione è viva più che mai se si raggiunge il cimitero di Aliano dove Levi chiese di essere sepolto alla sua morte. Proprio per tutti questi motivi è consigliabile visitare il circuito dei musei e dei luoghi della memoria di Aliano; da segnalare la Casa dl confino, la Pinacoteca, il museo della Civiltà contadina e il Museo dei Calanchi.